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Sono passate da poco le 20 e Veltroni appare sul palco della sala stampa del Loft ammettendo subito la sconfitta elettorale. Gesto importante, di distensione. Ciò che non convince dalle sue parole è l’analisi del risultato elettorale, confermata dallo stesso la mattina seguente dagli stessi microfoni. Veltroni, infatti, dice di essere soddisfatto del risultato affermando che il PD ha aumentato i suoi consensi nel paese, non solo rispetto a Settembre (dove i sondaggi lo davano sotto di 22 punti), ma anche rispetto alle elezioni del 2006, che portarono Romano Prodi alla guida del paese per la seconda volta. In realtà, se si guarda solamente alle percentuali della Camera, il PD sembra essere avanzato rispetto all’Ulivo, ma se consideriamo i Radicali, oggi nelle file del Pd e 2 anni fa insieme ai Socialisti nella Rosa nel Pugno, tale percentuale sembra essere stabile o in leggero calo. Ma un’analisi più dettagliata deve necessariamente guardare ai voti assoluti, perché le percentuali dipendono dai votanti (questa volta in calo) e non permettono, quindi, di vedere reali avanzamenti del consenso degli schieramenti tra la popolazione. L’analisi, inoltre, viene compiuta solo sulla Camera, perché è solo lì che votano tutti i cittadini sopra i 18 anni. Il confronto, in questo caso, diviene spietato. Andiamo ai fatti salienti: 1. Il PD perde rispetto all’Ulivo del 2006, considerando i Radicali, poco meno di 500 mila voti. 2. La Sinistra Arcobaleno tracolla, perdendone circa 2milioni e 700 mila. 3. I voti del Popolo delle Libertà sono in termini assoluti circa gli stessi della somma di Forza Italia e AN, mentre guadagna ben 1,2 milioni di voti la Lega Nord. 4. Aumentano gli astenuti rispetto al 2006 di circa 1,7 milioni. Appare chiaro guardando alla tabella, che chi esce con le ossa rotte è la Sinistra radicale che, complice la legge elettorale, sparisce dai due rami del Parlamento.
Ora, anche ipotizzando che l’astensionismo sia stato tutto a danno della Sinistra Arcobaleno (come ipotizza Giordano), la sua perdita di voti è di un milione superiore al dato degli astenuti. Ciò significa che il PD, per la logica del voto utile, ha sicuramente strappato molti consensi alla sua Sinistra, come confermato anche dalle contemporanee elezioni Amministrative, dove il PD scende nei consensi rispetto alla Camera, a favore della Sinistra Arcobaleno. Tale dato non fa che evidenziare un’emorragia di voti al centro: se il PD nonostante i voti strappati alla sua Sinistra, alla fine perde 500 mila voti, significa che quelli persi al centro sono quasi certamente più di un milione, anche ipotizzando al Nord un passaggio di voti dalla Sinistra alla Lega. Ora una riflessione su questo dato credo sia opportuna. La scelta di andare da soli, e la linea politica del segretario del PD tutta orientata ad un taglio con il passato e mirante al centro, non ha ottenuto i risultati sperati. Gli ammiccamenti alla classe media e al Nord produttivo, con promesse di tagli di tasse e fisco amico con candidature mirate (vedi quella di Calearo e Collaninno), si sono rivelate non credibili agli occhi degli elettori italiani e l’unico risultato ottenuto è stato quello di recuperare i voti persi al centro schiacciando la Sinistra. L’inseguimento di Berlusconi sul terreno della cura dell’immagine e della comunicazione, sembra esseri rivelato un fallimento. Ulivo-PD 2006 2008 Ulivo +Rosa nel Pugno
(meno socialisti) PD
12.565.830 12.092.998 differenza -472.832 Sinistra Radicale Rifond.+Pdci+Verdi Sinistra Arcobaleno 3.898.460 1.124.418 differenza -2.774.042
Voti validi 2006 2008 38.153.343 36.452.305
Destra FI+AN 2006 PDL 2008 13.756.102 13.628.865 Lega 2006 Lega 2008 1.747.730 3.024.522
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